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Il Gusto Amaro della Punizione: L’Ossessione


di Membro VIP di Annunci69.it Biancafemme
24.02.2026    |    1.300    |    1 9.6
"Mi aveva portata al limite estremo dell'eccitazione, mi aveva lasciata cuocere nel mio stesso desiderio sfrenato solo per il gusto di dirmi di no..."
Bologna era fredda, ma nella mia stanza d’hotel divampava un incendio. Ero ferma in città per due giorni prima di partire, e il mio profilo su Annunci69 stava esplodendo. Centinaia di messaggi, una pioggia di notifiche che scorrevo con l’indifferenza di chi sa di avere il mondo ai propri piedi. Poi, tra i tanti, è apparso lui.
Un uomo alto, moro, con un’aura di mascolinità così cruda e "porca" da bucare lo schermo. Ma è stata la foto della sua virilità a fermarmi il respiro: un cazzo imponente, perfetto, che sembrava promettere di prendermi e di smontarmi pezzo per pezzo. In quel momento, tutti gli altri sono diventati rumore di fondo. C'era solo lui.
Eppure, nella mia arroganza di preda ambita, ho commesso l’errore più grande: l'ho trascurato. Presa dai mille messaggi, mi sono persa in altre chat, ho incontrato altra gente, lasciando che lui rimanesse in attesa. Solo la sera la nostra conversazione è ripresa, e stavolta non c'era spazio per la cortesia. C'era solo un desiderio bollente, un bisogno carnale che mi faceva vibrare ogni fibra. Voleva venire da me, era pronto a sgattaiolare nel buio della notte pur di avermi. Mi faceva sentire speciale, unica, ma la paura di metterlo nei casini mi ha frenata. "Vediamoci domani mattina", gli ho detto, cercando di domare quel fuoco che già mi faceva bagnare la biancheria.
Ma il mattino dopo, il vuoto. Un imprevisto. Scuse reali o una vendetta che stava già iniziando a germogliare? Io, che non insisto mai, che non scrivo a lungo, mi sono ritrovata a pregare. Volevo averlo in quel letto, volevo sentire il suo peso, ma nulla da fare. Se si vuole, il tempo si trova... e lui non l'ha trovato.
La Schiavitù del Desiderio:
Sono partita per la mia vacanza, ma il mio corpo è rimasto in quella stanza d'hotel. Lui era diventato il mio chiodo fisso, un’ossessione che non mi dava tregua. Gli scrivevo sempre: mentre cenavo avvolta in vestiti eleganti, mentre ero al mare con il sale sulla pelle, persino nei camerini mentre facevo shopping. Gli mandavo foto, gli descrivevo quanto fossi eccitata, arrivando a chiedergli di vederlo godere da lontano... solo l'idea di guardarlo, di vedere quel cazzo meraviglioso in azione senza poterlo toccare, mi mandava fuori di testa. Ero disposta a tutto, volevo nutrirmi della sua immagine in attesa del mio ritorno.
Ma lui era cambiato. La stronza sicura di sé era diventata una vittima implorante. Lui si era distaccato, le promesse di vederci al mio ritorno sembravano sbiadire nel nulla. Più lui spariva, più io bruciavo.
Il Ritorno e il Crollo:
Il giorno del rientro è arrivato con la forza di uno schiaffo. Mi sono chiusa in hotel, ho passato ore a truccarmi, a prepararmi, a trasformarmi nella versione più seducente di me stessa. Mi sono messa sul letto, nuda sotto le lenzuola, aspettando quel messaggio: "Sto venendo". Invece, solo silenzio.
Quando ho provato a scrivergli, pregandolo di trovare una soluzione, ho trovato davanti a me un muro di ghiaccio. Ghosting, risposte a tratti, un disinteresse che mi feriva più di un colpo fisico. Si è fatto tardi, e la speranza è diventata cenere. Poi, quella frase che mi è rimborsata in testa come una condanna:
"Se non ci vediamo, considerala una punizione per avermi messo da parte all’inizio."
Era una vendetta premeditata. Mi aveva portata al limite estremo dell'eccitazione, mi aveva lasciata cuocere nel mio stesso desiderio sfrenato solo per il gusto di dirmi di no. Mi ha chiamata "ossessionata", godendo chiaramente del potere che aveva su di me.
Il Vuoto Finale:
In quel momento, mi sono sentita distrutta. Tutto il mio ego, la mia autostima alimentata dagli sguardi degli altri uomini, sono spariti in un istante. Guardavo il soffitto della stanza e mi sentivo una nullità. Uno straccio vecchio, vuoto, senza bellezza. Mi sentivo una scema, un essere umano calpestato e annullato, come se la mia esistenza non fosse reale, ma solo un gioco per la sua soddisfazione sadica.
Ero lì, truccata e vogliosa, con il sesso che ancora pulsava di un desiderio irrisolto, consapevole di essere stata sconfitta. Mi aveva punita togliendomi l'unica cosa che volevo: lui. E la cosa più dolorosa era sapere che, mentre io affogavo in quel vuoto, lui stava sorridendo, sapendo di aver vinto.
Sono solo un numero, ho pensato prima di chiudere gli occhi, mentre lui... lui è diventato il mio carnefice.
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